
oggi ho preso un virus che non riesco a debellare…
e i miei buoni propositi attendono l’ennesima scansione…
senza più neanche un briciolo di compassione…
prossimi ad ignorarmi…
come se avessero presero da te…
mi lasciano perdere…
e io non riesco a dargli torto…
ma ho trovato la soluzione…
se non mi illudo… non posso restare deluso…
eppure devo crederci… quantomeno ripetermelo…
fingere in sostanza…
ma con amore…
ho sogni come burle… progetti come nuvole… responsabilità come sbadigli…
sono un ammasso di pensieri andati in frantumi che non smettono di ricomporsi…
mi torni sempre in mente… peccato io non ricordi più chi tu sia…
ho talmente pensato a te che sei rimasta un’idea…
che i sogni… sono sogni… e in quanto tali…
ma sono carico…
ho voglia…
spacco…
sono bello non c’è che dire…
fumo troppo…
mentre mi osservo sorridendo…
c’è qualcosa di sbagliato in me, lo so da sempre… come quando da bambino preferivo giocare a subbuteo da solo o quando le pedine del monopoli erano i calciatori… gli alberghi, le porte e col dado ci facevo il pallone… c’è qualcosa di sbagliato in me, è sempre stato così… imparai ad andare in bicicletta e a nuotare ad otto anni, solo per non farmi prendere in giro… e per lo stesso motivo a dodici anni, smisi di colpo di essere il primo della classe… c’è qualcosa di sbagliato in me, è l’unica cosa certa…
che sembra ieri… le elementari sfiorati dai paninari, dai videoclip, dagli albori della tv commerciale, dalla guerra del golfo svezzati, rivolti all’arbitro con schillaci, in camicie di flanella nelle ultime parole di kurt cobain… aspettando i treni passare nelle acque torbide di trainspotting… risalendo il fiume con jeff buckley… annegando nei centri sociali… urlando ok computer… con l’anima di fuori e gli occhi nelle tasche… di pillole segrete per la felicità… ma poi cos’è successo con il nuovo secolo la rivoluzione è tornare indietro… con le bombe intelligenti dei potenti che si spartiscono i denari, non è cambiato niente… siamo solo più depressi e più precari… ma ancora in tempo per vincere i mondiali… e ritrovarci in serie b…
ma come diavolo si fa ad aumentare il canone?
e a non diminuire i parlamentari?
piuttosto rubami gli occhi
e lascia rosicchiare dai topi
quello che rimane della parola che sai…
che ami tirare in ballo…
quando non sai più a cosa appellarti…
ma tu ti accanisci di esigenze
nuove come tasse…
per scoprirci ricchi…
e lasciare le promesse
a chi sa mentire…
e a volte sei come l’inter… ti prendi il meglio di me e giochi da sola… che gusto ci provi? io avrò anche sbagliato a telefonarti… ma adesso guardami… non mi trovi perlomeno simpatico? mentre decido se restare… aspettando che i sentimenti facciano squadra… ma l’hai voluto tu… e sono stato io… è solo una questione di punti di vista… resta l’affetto… mentre sirene mi incantano e incatenano il silenzio che da tempo ormai ci vede protagonisti…
federica è primavera
che l’aria accarezza leggera
sorride respira… sospiro…
e la sicurezza svanisce…
cercando di trovare nel suo sguardo
un accenno d’intesa…
mary se la ride succube protetta
e anche questa è una scelta
ma mi mette alcolica tristezza
e voglia di gridare
voglia di farmi picchiare?
e poi tu… come sbucata fuori da chissà quale mazzo disperso negli anni… e ci scrutiamo ignorandoci… professionali e stupidi… ma paradossalmente mi sembra una cosa positiva… se abbracci il tuo ragazzo e io riempio di attenzioni la piccolina… per non essere da meno… e ti volti… e io non riesco neanche a fare un cenno come per dire ciao.. ti guardo… come se fosse la prima volta… ho sbagliato tutto… eppure so che non è così… sono sentimenti e sensazioni contrastanti che mi vengono incontro e non trovano appigli… e d’improvviso mi sento solo… ma solo un pò… solo per un pò… ma vorrei avanzare di questi cinque metri… e balzare nella tua vita per chiederti scusa… dirgli… tu non c’entri… scostati… e afferrare la tua mano… come se fosse un segreto rivelato… e non un sogno… mi guardi… e io… penso a chissà che pensi… sta con quella? mentre è come se la nostra storia scorresse su un nastro a una velocità impercettibile alle emozioni che incosciamente mi regali… come se non fosse ancora finita… come se…
invece noi… quasi impauriti, al punto di una partenza… da rimandare… non ci diamo più nemmeno la possibilità… forse perchè abbiamo esaurito le scorte… e la scurrilità me la impone il contesto… e il mio imprescindibile marchio sui particolari… io che stanotte agognavo soltanto vodka e redbull… me la prendo coi capelli di claudia… telefono… casa… non è… il tuo sorriso che mi accoglie… parlando del tempo… mentre mi lasci a fare la cosa che mi riesce meglio… lo stronzo… con classe e amore per chi… ma è così… di colpo lampante il teorema… dimostra la sua inadeguatezza al sistema dei luoghi comuni… amore… è tutto così chiaro… che si posa li… in attesa di non so che cosa… mentre voli via e mi porti con te… ma non esiste più un perchè… c’è qualcosa che non mi torna ma non sei neanche te… mentre funestemente ripenso ai miei errori… e non li rimpiango… li metto di fronte alla vita… mi chiedo… punto interrogativo… e vado a dormire… e non ti penso più… e fino a qualche mese fa sarebbe stato impensabile… non ho più voglia di crederci… ne tu di illuderti… che sia io, chi ti prenderà la mano per trovarci un destino… al massimo posso farti accendere… e tu accendermi… il tempo di uno sguardo… per capire che il treno è irrimediabilmente passato… e che non hanno prospettiva le nostre parole in mezzo alla folla… i nostri sterili tentativi di conversazione… i nostri come va?
tutto oceano qua
le tue storie adesso
sanno di un’altra realtà
che io vivo attraverso…
i miei occhi ormai
hanno un loro stile
e non mentono mai
e chi sarebbe adesso il vile?
ma perdere saprai
per avere il tuo rispetto
ma ancora non lo sai
e rifai adesso il letto…
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