23/2/06 – 23/2/07

23 Febbraio 2007 15 commenti


sono tornato in questa città
e ci ho trovato i fantasmi
mi sono detto è inutile restare
quasi come scappare

così ho rimesso il vestito
che l’armadio accudiva
come un ricordo
dalla faccia cattiva

c’era il tempo alla riva
e degli spari l’odore
c’era nel fiume l’attesa
e nell’aria l’amore
che si spacciava per fumo
e c’era il tuo profumo

sono tornato in questa città
mi son rivisto passare
con una sacca piena di parole vuote
che non sanno ancora dove andare a parare
mi son sentito piccolo come un grande uomo
nel ritrovare tutti i miei sogni a sgomitare
con tutta la forza dell’innocenza che
non credevo fosse ancora dentro me
così ho sorriso allo specchio
senza fare domande
e sono stato bene…

un anno… un anno dove… mi sono amorevolmente sputtanato… semplicemente me stesso, del resto e… stop, non starò qui ad addurre motivazioni, annessi e connessi e sconnessioni da adsl e cablatura… sono qui per ringraziare… unicamente per questo… tutte le persone meravigliose che ho conosciuto grazie a questo spazio virtuale, ho sempre covato l’idea, come una serpe in seno, di mettere un punto nel giorno dei festeggiamenti… ed eccomi, sono qua… come temevo e nello stesso tempo premeditavo, a calare il sipario sommerso dai fischi e dagli applausi e a non sapere distinguerli… e a non trovare uno straccio di coscienza pronta a soccorrermi… perchè è un processo che ha dell’ineluttabile… è così e basta… è… un anno… e il diario viene riposto in un cassetto…
mi hanno aiutato queste paginette che via via prendevano forma, non posso negarlo… mi hanno aiutato a capire molte cose… è incredibile come la scrittura a volte possa realmente risultare terapeutica, per non parlare poi della sua condivisione, il suo uscir fuori dai tuoi stessi pensieri e andare anche solo a sfiorare altre persone, altri punti di vista, altre visioni del mondo e dell’esistenza… affascinante… è questo che mi viene in aiuto per definire questo microcosmo di sensazioni, emozioni… di questa esperienza on line… per me, in questo giorno di giubilo fra virgolette, è giunto il momento dei titoli di coda… in fondo qualsiasi inizio ha bisogno di una fine… per far si che si possa ricominciare…

marco

ps: un grazie ovviamente a tutta la redazione di tiscali che tante, forse troppe volte, mi ha dato visibilità in home page

eppure tu…

1 Febbraio 2007 24 commenti


so che a mentire si impara
e che gli occhi reggono il gioco…

ma solo fino a che…
non rimango da solo
e allora mi chiedo… che cosa?

se sei sempre stata più brava di me…
ma perchè adesso tutta questa sincerità?

che questo strambo gioco
ci abbia preso un pò troppo la mano?

ti credo…

ed è fiele ad accogliermi…
anche se sembra dolce…
e lieve si insinua…
veleno al miele…
che ancora nera come neve…
tu scendi…

che dentro so come farmi ancora più male…
e ti lascio fare…
che in fondo mi piace…
quando il coltello e la piaga
escono insieme da quei pochi pensieri
rimasti a guardare le stelle
per far cadere i desideri uno dopo l’altro…

per riportarli su in cima in uno sguardo
con la forza di un arcobaleno
prima di un temporale
l’incoscienza di una rosa
incurante delle spine, l’inverno…
la speranza…

per vedere… che cosa?
dove può arrivare la fantasia?
il dolore? ammainando l’alba…
l’onore delle armi… l’odore?
dopo aver perso la rotta…

ma non c’è più nessuna fretta…
ne paura di sprecare…
il momento, non ammette un poi
per urlare noi… per te e per me…
in punta di piedi…
non vedi?
ti va un caffè?

ho sabbia a sufficienza per perdere tempo
e un’altra sigaretta al posto delle tue labbra
per prendere il fumo e disegnarti…
e nella nebbia avvolgerti
a questa luce che sempre più fioca…
leggera… spira…

eppur sospesa
l’atmosfera…
in un sospiro…
racchiusa…
rimane…
come un tesoro…
come un segreto…
che adesso sembra mi rincuori…
come non fa più il passato
appeso a chissà quale futuro…

eppure mi inghiotte…

l’amore?

eppure tu…

sai che potrei andare via
per un weekend come per sempre…
sai che resterei comunque lo stesso di sempre…

sai che resterò qui a far finta di accontentarmi…
sai che sono io… sai già che… che cosa?

non sai che il giorno scompare se lasci lo specchio
non sai che quando mi sento vecchio è perchè ho voglia di vita
e quindi…

sai che la notte non è finita… se ti guardi dentro
alla luna e non trovi risposta alcuna
invocando qualcosa che… se…

sono davanti a te…

sai che una strada non presuppone una direzione
che il tempo è una sensazione…
che l’emozione è un dono…
sai che ti amo…
anche se l’amore è un’idea…
ma sei hai capito… togli pure la i…

eppure tu…

sai che i sogni sono bisogni solo per fare rima
e che io quando sogno lo faccio in grande
e con un certo stile perchè tutto trovi un senso
che se un sogno è possibile è come se si fosse perso

eppure sarebbe ora di sbugiardarmi…
se la volpe e l’uva ti portassero a fantasticare…
io sarei felice di mostrarmi indifeso dinnanzi a una favola…

eppure tu…

sai che l’immaginazione è un pesce fuor d’acqua
che parla alla fantasia e non al destino…
sai che sono un bambino e me ne faccio una ragione
come un cretino… ma non basta lo so… ammetterlo…

se i tuoi occhi si spalancano fra il vetro e il vino…
e io scaglio il bicchiere nello spazio che creo…
affinchè possa adesso raggiungerti…

il futuro in agguato…

26 Gennaio 2007 13 commenti


il futuro in agguato… e mi sento così…
dolcemente braccato… eccitato e timoroso…
sicuro eppure fragile… pregando che non sia labile…
che il sogno possa compiersi… o che cessi di illudermi…

mentre osservo con un certo distacco, i pensieri che si affacciano…
abusivi e complici… come un reato, che da sempre mi seduce…

è mare… dove la fantasia scatena onde…
che conoscono quanto sa far male, una speranza mal riposta…
quanto costa il coraggio… e l’incoscienza?
e quanto tempo che è passato…

ma è il futuro in agguato… e sono così…
bicchiere mezzo pieno… e non oso difendermi…
ne lasciarmi investire… ah se avessi i tuoi occhi…
se avessi vent’anni… saprei come agire…
forse non farei niente… ma saprei come sentirmi felice…
saprei come volare… senza per forza di cose guardare giù…
irrimediabilmente… giù… cielo… cielo… mi manca…
mi manchi… beata incoscienza… quanto tempo è passato…

è il futuro in agguato…
che l’esperienza sembra gestire come un contabile…
e sono chiodi ai piedi… e sabbia immobile a demolire castelli…
invece di accarezzare l’aria e custodire parole…
dimenticando il tesoro… che l’emozione sprigiona
come un fiore che abbraccia primavera…
e spalanca le porte al nuovo sole…

ci sono cose che non cambiano
ma che a volte si dimenticano
ci sono cose che succedono
che non fai in tempo a capire
ci sono cose che finiscono
ma spesso fai finta di continuare
ci sono cose che ti restano
che non riesci proprio a cancellare
ci sono cose che ti mancano
che sai già che non torneranno mai

ma ci sono cose che non sai di me
e ci sono cose che non saprai
ma ci sono io… e ci sarò…
ci sono cose che vorrei…
se vorrai…
con te…
ci sono io…

e quanto tempo è passato…
ma il futuro in agguato…
sei tu…

che ora piove…

24 Gennaio 2007 10 commenti


le parole che compongono le strofe si confondono? perdono la strada fra le note… in preda ai profumi di un’estate… e abbracciano i cocci dei ricordi che ho gettato via… per credermi forte di che… nel tempo che credevo fosse così semplice… ripetermi… così sia…
ma se il tuo sguardo si fa complice… e caccia fuori l’emozione, non dimentica… ammanta… e in catene di diamanti… incastona quei momenti… che danno vita al puzzle… che dentro la mia testa, si riduce a un fermo immagine… in attesa della luce…
ma che razza di canzone? mi costringi a interpretare? se è solo il ritornello a restare uguale…
cosa vuoi che dica… che così non vale… che mi fa troppo male… quello che ora provo… che sento dentro, che mi esplode… come un temporale… che non smette di tornare… sotto forme nuove…
e questo è quello che mi fai…
e ora piove…
e non te ne accorgi neanche…
ma è come… ritrovarsi a casa…
come non farci caso… se…
comunque… doveva accadere…
che non esiste domani… per noi stasera…
che siamo quello che capita… ora…
rimani…
fra le pagine del libro, che non hai finito di leggere… che non riesco più a scrivere? che come foglie, sembrano danzare e invece sono in bilico? come sentirsi al centro della vita, dietro i vetri? al riparo, da ogni margine… per non dovere scegliere… come alitarci su, per confonderci… mentre giochiamo a rincorrerci?
mentre fingiamo che non sia successo niente… come bambini ma… io non lo sono più… e che peccato poi… avrò commesso mai? a farmi torto, ogni ragione, ma solo per necessità? di colpo… a fare fuori, senza un briciolo di prove… l?ingenuità? ma ora piove…
e ora piove? cosa c?è che non va? Se questo ombrello è solo coreografia… che notte che fa? ho acceso la luce? fa meno poesia… che succederà? si domanda il cuore… nemmeno un filo di voce… risponde… per ora piove? è silenzio… chissà?
le parole che affliggono le note si scontrano? e come carte si rimischiano? e come porte aprono? alla fantasia? e d’incanto riparte, quella che era, di noi melodia? per orizzonti, come doni improvvisi… di possibilità… in cerca di se stessa? preludio a chissà che… la felicità… è una parola troppo grande, che fa riflettere… ma in fondo sono solo otto lettere…
e siamo un aquilone nel vento… che nel tempo scompare… la mia promessa è questa? è sempre, da sempre la stessa? anche se per ora non vedo la riva… ma se hai voglia di… qualcosa che… faccia rima… con te…
che ti faccia stare bene…
e che ci prenda in giro… un qualsiasi futuro… ma che ci scopra insieme?
e questo è il ritornello che ho imparato… come una poesia per scuola… so a memoria le parole, ignoro il significato? ma adesso sono bravo? sono un grande attore? sono come volevi… e arrivo su fino allo specchio… per crederti altrove… per farti piacere…
che ora piove…

guardandoci…

17 Gennaio 2007 16 commenti


guardandoti… sei… più bella… se solo fosse possibile… un non so che di regale, impreziosisce le tue parole… mentre dipani con stile i fili dove io barcollavo… dove cadevi… aggrappata ai miei sbagli… quando confondevo i miei sogni… con il tuo amore… quando annegavo dopo averti portata a riva… invece di trascinarti con me…
guardandoti… sono… le cose da dire… in piena pubblicità… come un regalo che non puoi scartare… e non hai capito il senso… come perdersi presuppone… e dentro sei un’immagine, che non ha senso adesso attaccare alle pareti… di quale cuore poi… troppo tardi… sarebbe stupido… lo sono…
le candele… dicevi… sognavo… le atmosfere messe li… pronte a denudare la tensione… se un altro bicchiere… ci serve per bere… la mia immaginazione… due biglietti per dove… ci vuole coraggio… ci vuole amore… che ho detto mai… ci vuoi tu… e io… semmai…
guardandoti… siamo… così lontani… che possiamo solo avvicinarci… ritornare d’istinto sul luogo del delitto, per ritrovarci come assassini complici… per pugnalarci ancora… con la consapevolezza stavolta, di farci male sul serio, per giungere a un bene provvisorio… irreparabile… necessario… come questo desiderio, che il cielo di stelle travolge e ammanta ogni ragione, dentro a uno sguardo, la notte… e incanta il silenzio d’intesa… nello stesso pensiero… guardandoci…

piuttosto rubami gli occhi e lascia rosicchiare dai topi quello che…

12 Gennaio 2007 11 commenti


oggi ho preso un virus che non riesco a debellare…
e i miei buoni propositi attendono l’ennesima scansione…
senza più neanche un briciolo di compassione…
prossimi ad ignorarmi…
come se avessero presero da te…
mi lasciano perdere…
e io non riesco a dargli torto…
ma ho trovato la soluzione…
se non mi illudo… non posso restare deluso…
eppure devo crederci… quantomeno ripetermelo…
fingere in sostanza…
ma con amore…

ho sogni come burle… progetti come nuvole… responsabilità come sbadigli…
sono un ammasso di pensieri andati in frantumi che non smettono di ricomporsi…
mi torni sempre in mente… peccato io non ricordi più chi tu sia…
ho talmente pensato a te che sei rimasta un’idea…
che i sogni… sono sogni… e in quanto tali…

ma sono carico…
ho voglia…
spacco…

sono bello non c’è che dire…
fumo troppo…
mentre mi osservo sorridendo…

c’è qualcosa di sbagliato in me, lo so da sempre… come quando da bambino preferivo giocare a subbuteo da solo o quando le pedine del monopoli erano i calciatori… gli alberghi, le porte e col dado ci facevo il pallone… c’è qualcosa di sbagliato in me, è sempre stato così… imparai ad andare in bicicletta e a nuotare ad otto anni, solo per non farmi prendere in giro… e per lo stesso motivo a dodici anni, smisi di colpo di essere il primo della classe… c’è qualcosa di sbagliato in me, è l’unica cosa certa…

che sembra ieri… le elementari sfiorati dai paninari, dai videoclip, dagli albori della tv commerciale, dalla guerra del golfo svezzati, rivolti all’arbitro con schillaci, in camicie di flanella nelle ultime parole di kurt cobain… aspettando i treni passare nelle acque torbide di trainspotting… risalendo il fiume con jeff buckley… annegando nei centri sociali… urlando ok computer… con l’anima di fuori e gli occhi nelle tasche… di pillole segrete per la felicità… ma poi cos’è successo con il nuovo secolo la rivoluzione è tornare indietro… con le bombe intelligenti dei potenti che si spartiscono i denari, non è cambiato niente… siamo solo più depressi e più precari… ma ancora in tempo per vincere i mondiali… e ritrovarci in serie b…

ma come diavolo si fa ad aumentare il canone?
e a non diminuire i parlamentari?

piuttosto rubami gli occhi
e lascia rosicchiare dai topi
quello che rimane della parola che sai…
che ami tirare in ballo…
quando non sai più a cosa appellarti…

ma tu ti accanisci di esigenze
nuove come tasse…
per scoprirci ricchi…
e lasciare le promesse
a chi sa mentire…

e a volte sei come l’inter… ti prendi il meglio di me e giochi da sola… che gusto ci provi? io avrò anche sbagliato a telefonarti… ma adesso guardami… non mi trovi perlomeno simpatico? mentre decido se restare… aspettando che i sentimenti facciano squadra… ma l’hai voluto tu… e sono stato io… è solo una questione di punti di vista… resta l’affetto… mentre sirene mi incantano e incatenano il silenzio che da tempo ormai ci vede protagonisti…

federica è primavera
che l’aria accarezza leggera
sorride respira… sospiro…
e la sicurezza svanisce…
cercando di trovare nel suo sguardo
un accenno d’intesa…

mary se la ride succube protetta
e anche questa è una scelta
ma mi mette alcolica tristezza
e voglia di gridare
voglia di farmi picchiare?

e poi tu… come sbucata fuori da chissà quale mazzo disperso negli anni… e ci scrutiamo ignorandoci… professionali e stupidi… ma paradossalmente mi sembra una cosa positiva… se abbracci il tuo ragazzo e io riempio di attenzioni la piccolina… per non essere da meno… e ti volti… e io non riesco neanche a fare un cenno come per dire ciao.. ti guardo… come se fosse la prima volta… ho sbagliato tutto… eppure so che non è così… sono sentimenti e sensazioni contrastanti che mi vengono incontro e non trovano appigli… e d’improvviso mi sento solo… ma solo un pò… solo per un pò… ma vorrei avanzare di questi cinque metri… e balzare nella tua vita per chiederti scusa… dirgli… tu non c’entri… scostati… e afferrare la tua mano… come se fosse un segreto rivelato… e non un sogno… mi guardi… e io… penso a chissà che pensi… sta con quella? mentre è come se la nostra storia scorresse su un nastro a una velocità impercettibile alle emozioni che incosciamente mi regali… come se non fosse ancora finita… come se…

invece noi… quasi impauriti, al punto di una partenza… da rimandare… non ci diamo più nemmeno la possibilità… forse perchè abbiamo esaurito le scorte… e la scurrilità me la impone il contesto… e il mio imprescindibile marchio sui particolari… io che stanotte agognavo soltanto vodka e redbull… me la prendo coi capelli di claudia… telefono… casa… non è… il tuo sorriso che mi accoglie… parlando del tempo… mentre mi lasci a fare la cosa che mi riesce meglio… lo stronzo… con classe e amore per chi… ma è così… di colpo lampante il teorema… dimostra la sua inadeguatezza al sistema dei luoghi comuni… amore… è tutto così chiaro… che si posa li… in attesa di non so che cosa… mentre voli via e mi porti con te… ma non esiste più un perchè… c’è qualcosa che non mi torna ma non sei neanche te… mentre funestemente ripenso ai miei errori… e non li rimpiango… li metto di fronte alla vita… mi chiedo… punto interrogativo… e vado a dormire… e non ti penso più… e fino a qualche mese fa sarebbe stato impensabile… non ho più voglia di crederci… ne tu di illuderti… che sia io, chi ti prenderà la mano per trovarci un destino… al massimo posso farti accendere… e tu accendermi… il tempo di uno sguardo… per capire che il treno è irrimediabilmente passato… e che non hanno prospettiva le nostre parole in mezzo alla folla… i nostri sterili tentativi di conversazione… i nostri come va?

tutto oceano qua
le tue storie adesso
sanno di un’altra realtà
che io vivo attraverso…

i miei occhi ormai
hanno un loro stile
e non mentono mai
e chi sarebbe adesso il vile?

ma perdere saprai
per avere il tuo rispetto
ma ancora non lo sai
e rifai adesso il letto…

sarebbe la prima volta…

10 Gennaio 2007 9 commenti


Io sono sempre stato innamorato dell?amore? le ragazze che ho creduto di amare, le ho amate in quanto idea del sentimento, non per se stesse, per le loro qualità, ma per quello che mi suscitavano in nome di un ideale? infatti credo che più che innamorato, io sia stato come intossicato dall?amore che la presenza di lei emanava? dalle sensazioni che mi procurava? o sarebbe meglio dire donava? perché l?amore è un dono? uno stato di grazia? che avvolge ogni cosa travolgendola?
Mi ci sono voluti ventinove anni per capirlo? per capire che tutte le mie azioni miravano inconsapevolmente ad appagare un bisogno, che si ogni qual volta appariva necessario, ma unicamente per una voglia insopprimibile di ?provare l?amore?? quasi per cercare di capire cosa fosse mai? amare e essere amato? avete presente le versioni demo dei giochi che si trovano in edicola? È un po? sciatto come esempio, ma rende bene il concetto? riesce quasi a smitizzarlo? a far tornare l?amore sulla terra? perché mi rendo conto che in tutte le relazioni che ho avuto, rapportandomi su un altro piano? seppur non sapendolo, mi sono quasi precluso la possibilità di dare e ricevere amore realmente? di avere in ogni caso, non capito fino in fondo, di avere sprecato inesorabilmente? vivendo un?illusione, una parvenza? credendo di vivere un sogno? ma adesso sono finalmente pronto ad innamorarmi veramente? sono un po?emozionato? ma in fondo è normale… sarebbe la prima volta?

è tutto così chiaro… a volte…

6 Gennaio 2007 9 commenti


è tutto così chiaro… a volte… quando i discorsi prendono man mano tutti i pregi di una corretta esposizione… quando non ci hai nemmeno pensato… quando quello che hai dentro si esprime con una limpidezza disarmante e le tue debolezze escono fuori come per dire… eccomi… sono qui… pronto… non ho nessuna paura… solo il mio sguardo puntato diritto a questa realtà… a volte… basta così poco… che non smetti di sorprenderti… ogni cosa al suo posto… come per incanto… e scopri per l’ennesima volta che hai solo giocato a confonderti… che sapevi già tutto… mentre la notte non smette di fissarti e sembra quasi darti un cenno d’intesa… anzi brinda con te… insieme al ghigno che regali allo specchio dell’ascensore che ti riporta al tuo piano… e ti scappa da ridere… mentre pensi che non hai nessun piano… che se sei complicato… quasi per necessità… che per una stramba forma di difesa… fingi di non sapere… che per rassicurare la tua intelligenza, fomenti i tuoi dubbi… eppure… è tutto così chiaro… come da sempre… almeno da quando “credi” di conoscere la vita… le strade che prende… gli abbagli che da… le sue regole non scritte… l’improvvisazione prevista di un canovaccio scritto a regola d’arte… sei una parvenza, un surrogato, un ingranaggio… di un tutto… inconcepibile… eppure talmente palese… mentre ti ci ritrovi dentro… parte integrante… e beatamente… rassegnato… e fiducioso… di un aumento di stipendio…

"Varie ed eventuali"…

3 Gennaio 2007 8 commenti


?Come smettere di fumare?

Spesso per cercare di capirci qualcosa, in un vano e illusorio tentativo di razionalizzare? ho scritto? andando a sbattere il più delle volte contro la realtà inesorabile di una strada senza uscita? ma in ogni caso, anche se non mi veniva in soccorso alcuna soluzione? riuscivo a sentirmi perlomeno più leggero? come se mi fossi liberato per un istante? prima di tornare a riabbracciare le mie catene subito dopo? e il mio circolo vizioso? dove tutto è paradossalmente tanto più semplice quanto più i fili vanno a ingarbugliarsi?

Per una volta ho provato a non farlo? quasi per una strana forma di curiosità? a non cercare riparo e conforto in una pioggia di parole? fine a se stessa? e sono dieci giorni che non scrivo? e non ne ho nemmeno percepito la mancanza? eppure ne avrei avuto di scrivere? di fermare impressioni, emozioni? di sfogarmi? non so? fatto sta che non ne ho sentito il bisogno? che ?il vizio? era scomparso di colpo? è stato come svegliarsi una mattina, guardare il pacchetto di sigarette e? forse era meglio un altro esempio? comunque tengo a sottolineare che queste parole non rappresentano la classica ricaduta? come quando decidi di smettere di fumare e? questo si che è un esempio più realistico? queste parole sono il frutto di tutte le battaglie che ho fatto con me stesso, sapendo di perdere in partenza? sono la resa dei conti? a ribadire che la scrittura è un piacere piuttosto che una seduta dallo psicanalista? così come dovrebbe essere la vita di ognuno? senza ostinatamente rincorrere sempre nuovi desideri? senza dannarsi l?anima alla ricerca di qualcosa che non c?è? senza farsi ?il sangue cattivo? fomentando cattivi pensieri? facile no? Come smettere di fumare!!!

?La vita delle parole?

Ma questa è ?la vita delle parole?? e sebbene il legame resti indissolubile, le dichiarazioni d?intenti spesso e persino volentieri, si contraddicono, con una velocità che ha dell?impressionante per lo scatto in avanti degli eventi, che lasciano sul posto ogni coerenza? ed è molto più facile ritrovarsi al punto di partenza con un pugno pieno di mosche e illusioni tradite ad intossicare l?aria? dei buoni propositi?

?Al punto di partenza?

Come il più indeciso dei concorrenti è come se avessi trascorso questo 2006 a riflettere, a dubitare, a rimandare, a prendere tempo? fissando un punto interrogativo, immaginando l?orizzonte? fermo? sempre più confuso? in attesa di un segno? come di un soffio di vento improvviso? ben sapendo che la risposta è già dentro di me? chiusa a chiave fra i pensieri? come assorta in un lungo e affannoso processo di maturazione?

?È la sua risposta definitiva?
Se può ripetermi la domanda??

?Progetti per il futuro?

Adesso mi aspetto chiarezza? mi aspetto un si o un no? ma che siano definitivi? ecco cosa voglio dal nuovo anno? la verità? nient?altro che la verità? per far si che i pensieri la smettano una buona volta di accartocciarsi su se stessi, senza un attimo di respiro? augurandomi ovviamente che la verità coincida coi miei sogni?

?Varie ed eventuali??

e a volte ci prendiamo in giro… come adesso… che scrivo…

22 Dicembre 2006 18 commenti


non riesco più a scrivere… o meglio, è come se avessi il freno a mano tirato… una gomma sempre pronta al minimo tratto a farsi beffe di me o una maestra che non la smette di segnarmi di rosso… in ogni caso… resto… con nessuna emozione indelebile o presunta tale… nessun sogno di cotanto nome… nessuna storia, che risulti non dico interessante, ma perlomeno curiosa… nessun brandello di normalità… niente insomma, che mi sembra valga la pena di raccontare… solo vani pensieri a rincorrersi… in un labirinto… come se tutto fosse diventato improvvisamente troppo… e troppo poco importante… per riversarsi in un armonioso fiume di parole palpitanti, scorrendo la mia vita… o chi spaccio per essa… è come se a loro l’uscita fosse preclusa… o al massimo, gli sia concesso sotto forma di conclusioni di qualsivoglia discorso, di girare a vuoto, quasi per farmi contento… perchè è come se sapessero già dove andare a parare, come se conoscessero il senso, da sempre… scoprendo di volta in volta banalità sconcertanti… e per chi come me usa la scrittura come una valvola di sfogo, quasi per necessità… tutto ciò, equivale al nulla… a un esercizio fine a se stesso… più ritocco le espressioni, più controllo la punteggiatura, più mi accorgo che non mi serve a niente… più le parole si fanno distanti… più lascio chi legge alle prese con la mia confusione in balia di se stessa… abbandonata persino da me… ma non c’è alcun flusso di coscienza… e non c’è terapia… non c’è fantasia… non c’è gioia… non c’è tristezza… non c’è verità… non c’è amore… ci sono io… e questo momento… interlocutorio… non saprei come definire “questo nostro stato”…. dove le sensazioni che provo, non sanno che direzione prendere… dove la penna, i tasti… amano specchiarsi in un apparente rapporto perfetto, dove l’abitudine la fa da padrona e impone con naturalezza le sue leggi… è così che mi sento… è come se tutto dentro di me, potesse esplodere da un momento all’altro… e rivelarsi di colpo… oppure ammantarmi in un mare di fumo… e lasciarmi a brancolare in un niente di fatto… e inevitabilmente le mie parole risentono di questo sentimento… sono come rafferme alle dogana a marcire… fatte preda di chissà quale certosina ispezione… in attesa di un visto o di un foglio di via… a volte sembrano persino osservarmi… quasi in segno di sfida… e a volte ci prendiamo in giro… come adesso… che scrivo… ed è quasi bello ritrovarsi… come innamorati, delusi da noi stessi prima di tutto, dall’amore stesso e dall’ineluttabilità del tempo… ma che piuttosto che arrendersi, provano per l’ennesima volta a ricordarsi di quanto male possa fare… stare bene davvero… senza fermarsi a chiedersi almeno per una volta, che cosa mai sarà… se esiste sul serio… questa felicità…